Aids, chiesto l’ergastolo per “untore” di Acilia, accusato di aver contagiato 32 persone

L’accusa chiede il massimo della pena per "untore" accusato di epidemia dolosa. Richiesta di 900mila euro di risarcimento dalle parti civili

Lo considerano un “untore”, portatore della peste del terzo millennio, l’Aids. Per questo hanno chiesto per lui una condanna esemplare: l’ergastolo più due anni di isolamento diurno. E 900mila euro di risarcimento per ogni vittima. Sono le richieste inoltrate rispettivamente dalla pm e dalle parti civili nei confronti di Valentino Talluto, il 32enne di Acilia accusato di epidemia dolosa e lesioni gravissime, sieropositivo all’Hiv per aver contagiato consapevolmente alcune decine di donne .

Una scelta consapevole, secondo la pm Elena Neri, quella dell’uomo che, pur sapendo di essere sieropositivo, “continuava a chiedere rapporti non protetti raccontando bugie alle sue partner”. La pm ha chiesto la condanna all’ergastolo per Talluto perché “c’è la sua firma sopra questi contagi”. “Tante delle persone che sono state contattate nel corso delle indagini – ha detto il magistrato nel corso della sua requisitoria – ci sono state segnalate dall’ospedale Spallanzani perché contagiate dal sottotipo di virus dal quale è infetto Talluto. Ne abbiamo contattata una per una e puntualmente abbiamo scoperto che avevano avuto rapporti con Talluto dopo il 2006. Il laboratorio dello Spallanzani ci ha aiutato, visto che non ci ha aiutato Talluto e ne è uscito un panorama sconcertante”. Secondo l’accusa avrebbe contagiato 32 persone tra partner, il figlio in grembo di una di queste e 2 uomini compagni di queste, e ne avrebbe esposte al rischio altre 25. “Sapeva della malattia dall’agosto del 2006 – ha detto la pm – Eppure ha continuato sempre nella ricerca ossessiva e spasmodica di rapporti non protetti. L’ultimo il giorno prima dell’arresto, nel novembre del 2015”.

Una parte delle vittime si è presentata spontaneamente agli inquirenti e ad altre persone contagiate si è arrivati grazie ai tabulati telefonici. Secondo il rappresentate dell’accusa ”non deve essere un processo alle ragazze che figurano come vittime. Loro rappresentano una generazione che non conosce l’Aids, che non conosce i morti per questa malattia, che la legano solo alla tossicodipendenza e ai rapporti omosessuali, e che usa i social network per allacciare relazioni e fare amicizie. Molte delle ragazze – ha aggiunto la pm – che hanno frequentato Talluto erano al loro primo rapporto sessuale e molte di loro si sono innamorate perchè si fidavano ai loro occhi appariva rassicurante e pieno di attenzioni, cercando di presentarsi a casa come il classico bravo ragazzo”. La pm Elena Neri ha chiesto per Valentino Talluto la condanna all’ergastolo con l’isolamento diurno per due anni. Tra le accuse rivolte a Talluto anche quella di falso per aver taroccato il certificato di sieropositività che avrebbe esibito ad alcune delle sue partner.

L’avvocato Irma Conti, difensore di 17 parti civili, ha avanzato una richiesta di risarcimento di 900mila euro per ciascuna delle donne più una provvisionale di 100mila euro. “Talluto – ha sottolineato Conti – ha colpito una moltitudine di persone trasportandole in un mondo ignoto con un programma criminoso. Ha agito con dolo e questo si evince dalle testimonianze”. Talluto “ha mietuto vittime, ha agito con lucida e determinata pianificazione. Ha cercato le vittime tramite chat, tramite amicizie comune, ha creato le condizioni per conquistare oltre al loro cuore anche la loro fiducia, presentandosi come una persona sana, un donatore di sangue”. “Questa è una strage sociale – ha spiegato in aula – per le conseguenze provocate, danneggiando donne assieme a bambini e uomini accomunati dallo stesso virus dell’imputato, con danni fisici e problemi psicologici, persone che non hanno più una vita normale e spensierata. Una violenza con un guanto di velluto tra i petali delle rose con cui omaggiava le vittime nell’ambito di un rapporto portato avanti in modo ingannevole”.

Sono un ragazzo con cuore e sentimenti. Altro che mostro” si è difeso l’imputato nell’ultima udienza, quando Valentino Talluto ha preso parola senza però rispondere alle domande della corte.

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