Brucia la pineta di Castelfusano, tutto fermo per la sua tutela

Per Castelfusano il Campidoglio non affronta la questione baracche mentre il Piano della Riserva è fermo da due anni al Ministro dell’Ambiente

Baracche che proliferano e incendi che esplodono a ritmo serrato: la pineta di Castelfusano sta morendo e sulla sua sorte non una sola parola ma solo progetti che stanno aspettando di essere approvati. In Campidoglio al di là del plauso del capogruppo M5S, Paolo Ferrara, all’impegno dei vigili del fuoco non un solo accenno al contrasto da adottare per il degrado sul come contrastarlo. Alla Regione Lazio dopo due anni e mezzo dalla nomina del commissario ad acta, il Piano di Gestione della Riserva del Litorale deve ancora arrivare alla sua tappa finale: è fermo al Ministero dell’Ambiente.

IL SILENZIO DEL CAMPIDOGLIO

Sull’origine dolosa o accidentale degli incedi che esplodono con frequenza preoccupante nella pineta di Castelfusano, l’ultimo in ordine di tempo QUESTO, stanno indagando le forze dell’ordine. Sull’impegno delle forze politiche, che hanno la responsabilità del degrado nel quale è sprofondato il parco, con prostitute che battono a tutte le ore e baracche che sorgono anche nei punti più inarrivabili ai mezzi di soccorso, non una sola parola è stata spesa dall’amministrazione capitolina. Eppure, oltre al danno ambientale, gli incendi sono spesso anche causa di disagio profondo per la comunità. L’unico che ha parlato è stato il capogruppo M5S, Paolo Ferrara. In una nota di martedì 4 luglio, Ferrara scrive “Pensate, soltanto nella giornata di ieri (lunedì 3 luglio n.d.r.) il bilancio degli interventi dei Vigili del Fuoco nel X Municipio è salito a 60 soccorsi di cui ben il 50% per incendi di sterpaglie ed erba secca; chiaro quindi, in alcuni casi, il dolo. Ma ciò che ci preme di più sottolineare è l’immenso sforzo di umanità e sacrificio costante sempre profuso in prima linea dai pompieri, veri eroi della contemporaneità. Senza il loro fondamentale apporto, sarebbe sciocco non ammetterlo, le fiamme avrebbero provocato ancora più danni causando un disastro totale. La nostra amministrazione e la città, in tal senso, non possono fare altro che ringraziarli di cuore e incoraggiarli con estrema gratitudine e profonda solidarietà”. Da rammentare anche il ruolo prezioso dei volontari della Protezione civile che a Castelfusano, su disposizione della Regione Lazio e del Prefetto di Roma, svolgono compiti di prevenzione e di pronto intervento anti-incendio. Riguardo alle competenze di manutenzione e tutela del Parco Urbano di Castelfusano (istituito con legge regionale nel 1980), queste spettano al Comune di Roma.

IL PIANO DI GESTIONE DELLA RISERVA

Anche la Regione Lazio ed il Ministero dell’Ambiente sulla pineta di Castelfusano hanno una colpevole inerzia. Due mesi fa era un gruppo di associazioni ambientaliste di Fiumicino (Associazione FuoriPISTA, Associazione 99 Fontanili, Proloco Fregene-Maccarese, Comitato Promotore Parco Archeologico, Dolcespiaggia) a denunciare quella latitanza.Esprimiamo – scrivevano in una nota del 24 aprile – profonda preoccupazione per l’inspiegabile ritardo che sta subendo l’iter relativo al Piano di Gestione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, alla quale un anno fa abbiamo dedicato un Convegno che  celebrava il ventennale dalla sua istituzione, portando in tal modo un apprezzato contributo alla elaborazione del Piano di gestione stesso. Riteniamo non più prorogabile la presentazione da parte del Commissario ad Acta, Vito Consoli, del Piano di Gestione e del relativo Regolamento al fine della loro approvazione”.

Vito Consoli, 59 anni, è Direttore della Direzione Ambiente e Sistemi Naturali della Regione Lazio (stipendio lordo 155.294,23 euro l’anno), persona estremamente competente dal curriculm specchiato, nominato commissario ad acta nel 2014, ha elaborato il Piano di gestione attraverso il quale dovrebbero essere regolamentate le aree sotto tutela ma, soprattutto, dovrebbero arrivare fondi da investire per la  loro salvaguardia. Il piano andava sbloccato e infatti è stato completato e trasmesso al Ministero dell’Ambiente per il nulla osta della VIA (Valutazione di impatto ambientale). Va ricordato che la Riserva è stata istituita con DM del 29 marzo 1996, cioè 21 anni fa. Nelle more dell’approvazione del Piano, la gestione della Riserva è stata affidata al Comune di Roma e al Comune di Fiumicino, ciascuno per i territori di loro competenza. Vista la mancata adozione del Piano, tredici anni dopo, nel 2009, il TAR del Lazio ha ordinato alla Regione Lazio, mediante la nomina di un Commissario ad acta, di attivare tutti gli adempimenti necessari ai fini della conclusione della procedura amministrativa di adozione del Piano di Gestione e del Regolamento attuativo della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, garantendo il coordinamento della disciplina dei due Comuni interessati.

Fermo dal 15 luglio 2015, a due anni di distanza il Piano non è stato ancora licenziato. “Una volta acquisito il parere ministeriale – segnalano fiduciosi dal Circolo PD Casalpalocco Axaci sarà l’adozione definitiva del Piano di Gestione della Riserva del Litorale, della quale fa parte la pineta di Castelfusano, e tutte le istituzioni saranno tenute ad attenervisi e questa è la vera novità: finalmente ci saranno linee di gestione chiare, in capo ad autorità dalle responsabilità riconosciute e finirà l’attuale giungla di competenze che solitamente costituisce il terreno migliore per far sì che non si sappia chi debba fare cosa e ciascuno sarà chiamato a rispondere del proprio operato”. Intanto, la pineta ha tutto il tempo di bruciare, com’è già successo il 4 luglio 2000: in quel caso vennero distrutti circa 300 ettari (su 1.160 di estensione totale) di bosco secolare.

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