Castelfusano, divieti d’accesso fantasma e le colpe del Campidoglio

Nessun controllo ai varchi di Castelfusano nonostante il provvedimento. Giardinieri comunali dirottati da Ostia a Roma

Accessi vietati nella pineta di Castelfusano, la proposta non funziona. Senza uomini né mezzi il divieto voluto dalla commissione prefettizia è inattuabile.

DIVIETI INATTUATI

E’ finora inefficace il provvedimento avanzato dal commissario prefettizio Domenico Vulpiani a capo del X Municipio. In attesa che le dichiarazioni si trasformino in ordinanza, con relativi cartelli e prescrizioni ben indicate come impone la legge, gli accessi restano sguarniti e all’interno della pineta si può circolare liberamente, come dimostrano le fotografie scattate alle 7,00 di questa mattina. In effetti, si scoprirà successivamente che le limitazioni RIGUARDANO SOLO QUESTE STRADE.

Nessun controllo ai varchi e divieto d’accesso fantasma a Castelfusano

Anche da parte degli abituali frequentatori le prime reazioni rispetto al divieto sono di diffidenza. Si ritiene che miri più che altro a frenare le iniziative di vigilanza e controllo che in forma volontaria podisti, ciclisti e semplici cittadini stavano attuando a supporto delle forze dell’ordine nel monitorare ciò che succede nel parco. “Le prostitute continuano a lavorare tranquillamente nelle loro alcove lungo via del Lido di Castelporziano – osserva MarioSi annuncia il divieto d’accesso poi si consente che quello sconcio prosegua mettendo a rischio la pineta”. Intanto, in attesa di una risposta rispetto alla richiesta di impiego dell’Esercito a salvaguardia di ciò che rimane del bosco, gli iscritti al gruppo facebook “Un pino per Castelfusano” hanno fissato un’assemblea per domenica 30 luglio, ore 17,30, all’interno del ristorante “La pineta” di via del Circuito. Al primo punto dell’incontro è il tesseramento degli associati, che garantisce anche una copertura assicurativa, ma si parlerà anche di quale linea assumere per ottenere una maggior sorveglianza antincendio del parco.

LE COLPE DEL COMUNE DI ROMA

Il Campidoglio dopo anni di incuria verso Castelfusano annuncia di voler correre ai ripari. Il presidente della commissione capitolina Ambiente, Daniele Diaco, dichiara che nell’assestamento di bilancio (quando sarà approvato) verrà destinata “una parte cospicua, pari a 350 mila euro, alla rigenerazione della pineta di Castel Fusano, oggetto di incendi oramai quotidiani che stanno mettendo a repentaglio l’integrità di un polmone verde di cruciale importanza per la città di Roma. A questo stanziamento, inoltre, si sommeranno gli oltre 700 mila euro di fondi statali di cui Roma Capitale si servirà per fronteggiare l’emergenza nel migliore dei modi. Fondi, è bene ricordarlo, mai utilizzati dalle precedenti Amministrazioni e, quindi, non sfruttati in passato”.

Eh già perché si scopre che negli ultimi cinque anni (2016 incluso), il Campidoglio non ha speso i fondi concessi dal Ministero dell’Ambiente per la tutela della Riserva Statale del Litorale. L’ultimo investimento in tal senso risale al 2011 quando il responsabile capitolino della Protezione civile, Tommaso Profeta, acquistò vari trattori e altri mezzi per la manutenzione di Castelfusano. Proprio quei mezzi oggi sono al centro di una diatriba: i rappresentanti sindacali del Servizio Giardini, infatti, rivelano che nonostante l’emergenza incendi, quasi ogni giorno trattori e, soprattutto, giardinieri del X Municipio vengono dirottati a sfalciare e sistemare gli spazi verdi del IX Municipio, ovvero nei quartieri circostanti l’Eur. E non è da dimenticare che il Servizio Antincendio comunale di Pantano di Castelfusano tuttora può fare affidamento appena su due cisterne e squadre da 5 uomini per turno.   

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Giulio Mancini
Giornalista professionista, sportivo, appassionato di cinema, viaggi, architettura e lettura, è iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1983. E’ padre di Simone. Ha collaborato a Radio Luna e scritto per L’Occhio di Maurizio Costanzo, Gente Viaggi, Il Tempo, Il Messaggero. Tra le esperienze televisive quella di collaboratore della trasmissione “Il coraggio di vivere” di Rai 2. Conoscitore della storia del Litorale romano, ha scritto e pubblicato dodici volumi alcuni dei quali in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali. Esperto di brand journalism.

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