Castelfusano, tornano le fiamme: rischi per l’ex campeggio Country Club. Esplode la solidarietà sui social (IL VIDEO)

Un Canadair e tre elicotteri per sedare le fiamme riprese a Castelfusano a causa del vento. Oltre 26mila persone propongono donazioni per ripiantare i pini

E’ lo scirocco, che spira fino a una velocità di 30 km l’ora e che si sta rafforzando, ad aver scatenato due nuovi incendi nella zona di via del Circuito, a Castelfusano. Sul posto stanno operando un Canadair e tre elicotteri della Protezione civile per cercare di soffocare le fiamme prima che sia troppo tardi.

IL FORTE VENTO DI SCIROCCO

Hanno ripreso nel pomeriggio due focolai all’interno del quadrante di Castelfusano confinante con via del Circuito. Come mostrano i video girati sul posto da Alberto Sugaroni, si tratta di una zona molto delicata a tutela della quale sono stati chiamati a intervenire tempestivamente i mezzi aerei della Protezione civile. Il punto dove le fiamme si sono ravvivate, infatti, è molto vicino all’ex Country Club, il campeggio di proprietà della famiglia Chigi chiuso per abusivismo, all’interno del quale sono ancora innumerevoli le strutture che potrebbero prendere fuoco. Gli elicotteri si approvvigionano di acqua direttamente nel Canale dei Pescatori mentre il Canadair fa la spola con il tratto di mare antistante Ostia.

IN PIU’ DI 26 MILA PER UN PINO PER CASTELFUSANO

Fervono, intanto, le iniziative per cercare di aumentare la difesa di quel che resta del parco e per sollecitare interventi di ripristino ambientale. E’ indetta per domani, 22 luglio, alle ore 15:00, ad Ostia, in piazzale Cristoforo Colombo nell’area del parcheggio, una conferenza stampa-assemblea pubblica promossa dal “Comitato Sentinelle degli Alberi Roma-Lido”, dal “Comitato per la Tutela della Riserva del Litorale” e dall’Associazione ASD Podistica Ostia. L’incontro è finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di abbandono e di degrado in cui versano le pinete da anni e per sollecitare contromisure dall’amministrazione pubblica.

Ha superato quota 26mila iscritti, inoltre, il gruppo facebook “Un Pino per Castelfusano”. I fondatori l’hanno costituito “per ridare una nuova vita alla nostra amatissima pineta di cCstelfusano, l’idea è che chiunque può avere un pino personalizzato dando un contributo per l’acquisto…(come la via di san Francesco ad Assisi…e lo juventus stadium.) ovviamente stiamo richiedendo autorizzazioni e fattibilità”. Insomma, l’obiettivo è quello di riforestare il parco di Castelfusano attraverso le donazioni di tutte le persone di buona volontà.

E, in fatto di impegno a tutela della pineta, va registrato lo sfogo di Emidio Corvo, un dipendente storico del Servizio Giardini del Comune di Roma che suggerisce la chiusura della pineta. “Io sono il giardiniere in pensione che abita a Pantano Castel Fusano da 40 anni – sottolinea – Facevo parte del Servizio antincendio: io e i miei colleghi abbiamo rischiato la vita in parecchie occasioni, siamo sempre arrivati i primi a spengere gli incendi. Ho salvato parecchie piante sia dal fuoco che dal taglio indescriminato. Alcune di quelle piante ancora sono vive, come il leccio che si trova davanti alla fontanella di Pantano ( nucleo antincendio) servizio giardini. Faccio presente che il giorno del fuoco all’interno delle abitazioni di servizio a salvare le case i mezzi dalla furia del fuoco c’erano giardinieri e figli di giardinieri come dimostrano le foto. Noi giardinieri dopo 40 anni di servizio in pineta ne sappiamo vita morte e miracoli così si dice . Per salvare la pineta bisogna che tutti la rispettino: ci sono trans, prostitute, scarichi di mobili, calcinacci, baracche di accampamenti con bombole che ogni volta che prende fuoco c’è pericolo per andarlo a spengere di lasciarci la vita. In poche parole c’è di tutto e di più. Il rimedio come la penso io , sarebbe di chiuderla e metterla sotto controllo carabinieri e polizia a cavallo” .

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