“Il coraggio di vincere”: Salvatore Basile e la sua passione per il mare di Isola Sacra

Incontro con lo sceneggiatore del film tv trasmesso da Rai1 venerdì 7 aprile in prima serata

Storia di pugni e d’amore quella che Salvatore Basile, regista e scrittore adottivo di Fiumicino, ha sceneggiato per Rai1. A quasi un anno dall’uscita del suo primo romanzo “L’imprevedibile viaggio di un Oggetto Smarrito”, infatti, venerdì 7 aprile in prima serata la rete ammiraglia della televisione italiana mette in onda in prima serata Il coraggio di vincere”, diretto da Marco Pontecorvo, con Adriano Giannini, Nino Frassica, Serena RossiYan Gael e la partecipazione straordinaria del pugile Patrizio Oliva.

AMO IL MARE E HO SCELTO ISOLA SACRA

Salvatore Basile vive all’Isola Sacra e ne è orgoglioso. Ed è un piacere fare due chiacchiere con lui sorseggiando un caffè davanti al mare.

Salvatore Basile e la copertina del suo romanzo

Lo scorso anno ti abbiamo incontrato alla presentazione de “L’Imprevedibile Viaggio di un Oggetto Smarrito” sul palco de “La Libreria e non solo”, una lunga rassegna di libri nell’ambito di Fiumicino Estate 2016, promossa dal Comune di Fiumicino, e sappiamo che sei spesso presente nelle iniziative culturali organizzate sul Litorale romano. Tanti scrittori e registi in passato ed ancora oggi, qui hanno preso e prendono l’ispirazione per raccontare e girare le proprie storie. Tu che rapporto hai con questo territorio?

E’ un territorio che mi è entrato nel cuore e che ho scelto, molti anni fa, di proposito. Da buon napoletano non posso fare a meno della presenza del mare. Si respira un’aria diversa, dalla primavera in poi si ha sensazione di essere in vacanza. Certo, pago un certo scotto in quanto la mia attività lavorativa comporta moltissimi spostamenti a Roma e, spesso, impiego parecchio tempo nel traffico della capitale. Ma ne vale la pena. La sensazione, comunque, è che le enormi potenzialità del litorale romano, tra Ostia e Fiumicino, non siano ancora sfruttate in pieno, soprattutto a livello turistico. In compenso, a Fiumicino in primis, noto con piacere un notevole fermento a livello culturale. Spero sia l’inizio di una vera rinascita. La zona lo merita in pieno. 

Il 5 maggio prossimo festeggi un anno dall’uscita della tua opera prima, il romanzo “L’Imprevedibile Viaggio di un Oggetto Smarrito” edito da Garzanti. Un successo nazionale ed internazionale.

E’ andata molto bene, oltre le mie previsioni. Essere pubblicati anche all’estero – i diritti del libro sono stati venduti in Germania (Blanvalet); in Grecia (Mamaya) e in Francia (Editions Denoel) – è un’emozione molto forte, la prova di aver prodotto qualcosa di buono. Ma soprattutto in Italia, a quasi un anno dall’uscita del romanzo, continuano ad arrivarmi testimonianze dei lettori che mi esprimono il loro gradimento. E questa, devo dire, è la più grande gioia che si possa immaginare. 

Sul tuo profilo facebook la frase che ti descrive recita così: “Gastronomo osservante, integralista della sbronza meditativa, Napoletano anche se fosse nato altrove.” Quest’ultima precisazione, definisce una scelta di stile di vita a prescindere e incuriosisce particolarmente. Ma tu che sei sceneggiature, regista, professore universitario – dal 2005 docente del Master di Sceneggiatura televisiva e cinematografica presso l’Università Cattolica di Milano – ed ora anche scrittore di romanzi, con che ritmo affronti una vita così piena?

Contrariamente a quanto si possa pensare, è un ritmo lento. Se vuoi fare molte cose, soprattutto scrivere su più tavoli e, spesso, portando avanti più progetti in contemporanea, hai bisogno di lentezza, di calma e… determinazione. “Lentamente, ma senza sosta” è un detto spagnolo nel quale mi ritrovo in pieno. Anche perché, intorno a te, ti trovi a che fare con un mondo frenetico e se ti fai travolgere perdi la concentrazione. Nonostante tutto questo, spesso arrivo a fine giornata stremato. Ma soddisfatto. Il rimpianto è il poco tempo che riesco a dedicare alle amicizie, visto che le poche pause le dedico alla mia famiglia. Ma non si può avere tutto.

Venerdì 7 alle 21, va in onda su Rai1 “Il coraggio di vincere”, film tv prodotto da Mario Rossini per Red Film e Rai Fiction. Una bella storia di sport (un’altra bella storia di boxe femminile E’ QUI) e integrazione che è la tua ultima “fatica” di autore televisivo. Come nasce l’idea? 

L’idea è tratta da un romanzo di Liliana Eritrei e Adriana Sabbatini: The Dancer. Ed è ispirata alla vita di Sumbu Kalambay, pugile italiano di origini congolesi che fu campione mondiale dei pesi mesi. E’ una storia non solo di pugilato, ma soprattutto d’integrazione e d’amore. Dura e dolce allo stesso tempo. Per me ha rappresentato anche un ritorno al passato, visto che da giovane ho praticato il pugilato per qualche anno… con scarsissimi risultati.

Commenta questo post

LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento
Per favore inserisci il tuo nome