Crollano gli edifici sul demanio, immagini choc da Ostia. “Completamente abbandonati”

"Lo Stato pretende soldi, impegni, garanzia e poi ci lascia soli, allo sbaraglio. Tutto ridicolo,forse a Ostia serve una 'nuova testata' per svegliare l’opinione pubblica, i politici"

Continuano a crollare sotto i colpi delle mareggiate gli edifici sul litorale lidense.

La forza del mare ha distrutto in queste ore altri immobili, di proprietà dello Stato, persistenti sul demanio marittimo, come il bar-ristorante dello stabilimento balneare “La Pinetina” ad Ostia completamente fuori uso.

Un edificio realizzato sessanta anni fa quasi completamente raso al suolo.

Una proprietà dello Stato che sta crollando per l’incuria e la mancanza di progettualità. La mancanza di continuità e di interesse.

Da tempo, previo tutti i pareri favorevoli delle singole amministrazioni, erano già stati stanziati cinque milioni di euro per il ripascimento ad Ostia levante. Un ripascimento,studiato da illustri professori universitari: seri e comprovati professionisti della materia. Intervento appaltato e con l’inizio dei lavori previsti per gennaio scorso. Un anno fa. Ma problemi burocratici con una pessima Amministrazione e l’incuria di qualcuno ha evitato la realizzazione dell’opera” ci va giù pesante l’architetto Paolo Petrini che conosce a perfezione tutto l’iter.

E aggiunge. “Un ripascimento diverso da quelli ‘morbidi’ eseguiti negli anni regressi, ha prodotto ulteriori danni con una maggiore erosione. Buttando così il denaro pubblico, il nostro denaro ‘proprio a mare’ – spiega ancora anmareggiato Petrini-. Uno Stato assente, che obbliga i concessionari a mantenere efficienti ed in perfetta manutenzione le sue (le nostre) proprietà e che non si preoccupa minimamente di salvaguardare i suoi beni, i suoi fabbricati“.

Come può un imprenditore che opera sul demanio marittimo sentirsi protetto, salvaguardato, come può investire del suo denaro, come può dare lavoro a centinaia e centinaia di persone quando non è tutelato? Sono le domande che si pone ancora una volta l’architetto.

Non trattiene la rabbia. Paolo Petrini lancia una provocazione. “Lo Stato pretende soldi, impegni, garanzia e poi ci lascia soli, allo sbaraglio. Tutto ridicolo,forse a Ostia serve una ‘nuova testata’ per svegliare l’opinione pubblica, i politici. Per sconfiggere la burocrazia e la cattiva amministrazione.Come si è verificato per la  delinquenza e per la mafia. Dove poi le forze di polizia, la magistratura, hanno cambiato marcia:con una presenza più massiccia e costante“.

 

 

Commenta questo post

1 commento

  1. Questo e’ il risultato del ripascimento morbido che ha portato per anni ad interventi inutili e costosi. Magistratura ed autorita assenti ed in alcu i casi complici.Dove sono stati fatti interventi seri ” Scogliere ” il problema non si e’ riproposto. Dove si e’ speculato con danaro pubblico si riprese ta drammaticamente il problema.

LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento
Per favore inserisci il tuo nome