Don Giovanni con l’OperaCamion, dieci minuti di applausi alla bellezza tornata a Ostia (IL VIDEO)

Una folla di almeno 600 spettatori premia in via Giuliano da Sangallo la qualità del Don Giovanni contro l'indolenza della burocrazia

Sicuramente più di cinquecento persone. Forse seicento ma comunque tante per una ventosa serata di festa, in una città che sembra aver perso il gusto di uscire di casa e passeggiare su un lungomare che è popolato solo di spettri.

Ha riscosso un prevedibile ma comunque sorprendente successo l’esibizione dell’OperaCamion di ieri sera a Ostia. Mancano stime della Questura sulle presenze ma da indiscrezioni con steward e agenti presenti in via Giuliano da Sangallo, sede della rappresentazione del “Don Giovanni” di Mozart, il numero degli spettatori si aggira intorno alle seicento unità. Non poche. Una dimostrazione evidente che a Ostia c’è la cultura per il bello, per la buona musica, per le iniziative culturali intelligenti.

E pensare che si è rischiato di perderla questa rappresentazione. Di fronte a una burocrazia ottusa e anche indolente, il Don Giovanni rischiava di fare la fine di una pratica scomoda, osteggiata tra fondati motivi di sicurezza  pubblica e indifferenza ai bisogni della cittadina. Fino a due giorni prima dell’evento il X Municipio commissariato non aveva trovato ancora la sede più idonea: quella originaria del parcheggio dell’ex colonia in biblioteca comunale e la controproposta di piazza Anco Marzio erano state scartate per ragioni di sicurezza. E solo in extremis, anche per le forti pressioni nostre e della comunità di Ostia, si è fatto ricorso a via Giuliano da Sangallo.

Se non fosse stato per l’alta qualità dell’allestimento, per la flessibilità interpretativa dei cantanti e per la professionalità dei pur giovani musicisti, quella si sarebbe rivelata una sede pessima in una serata di vento forte che ronzava nei microfoni panoramici e stravolgeva teli e sipari della scenografia. Bravi, bravi tutti. Dalla squadra di tecnici agli interpreti, al personale di scena, agli steward tutti attenti, preparati e, soprattutto, disponibilissimi.

A sottolinearlo è stato un lungo interminabile abbraccio del pubblico agli artisti: dieci minuti di applausi a sancire un rapporto tra Ostia e la politica del bello, della cultura, dell’armonia, filosofie che negli ultimi tempi sono state mortificate dal degrado nelle strade, dalle bancarelle di stracci, dalle serate buie e tristi.

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