Ostia, beni a prestanome: sconto di pena per Carmine Fasciani e altri 11

Con alcune riduzioni delle pene inflitte in primo grado si è concluso questa sera in Corte d´Appello il processo contro Carmine Fasciani a capo dell´omonimo clan di Ostia e di altre 11 persone tra le quali la moglie e una figlia.

L´imputazione contestata a tutti era quella di intestazione fittizia di beni aggravato dal metodo mafioso.

I giudici hanno condannato Carmine Fasciani a 8 anni e 6 mesi di reclusione riducendo la condanna a 10 anni che aveva avuto in primo grado. Le altre condanne riguardano la moglie Silvia Bartoli che ha avuto 6 anni e 6 mesi (in primo grado 8) e la figlia Azzurra condannata a 5 anni mentre in primo grado ne aveva avuti 7. Quanto agli altre 9 imputati tutti collegati al clan hanno avuto lievi riduzioni di pena e ora dovranno scontare condanne che vanno dai 3 anni e 9 mesi a 1 anno e 4 mesi con la conferma dell´aggravante d´aver agito con metodo mafioso.

Al centro della vicenda processuale una serie di trasferimenti fittizi di imprese come stabilimenti balneari, ristoranti, società e bar tutte riconducibili ai Fasciani. L´indagine aveva preso il via da una indagine disposta dallo procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone e dall´aggiunto Michele Prestipino.

CIOFFREDI: APPELLO CONFERMA AGGRAVANTE MAFIOSA

“Appello processo Tramonto conferma aggravante mafiosa a clan Fasciani e riconosce la loro caratteristica di mafia imprenditrice a Ostia”. Lo ha scritto su Twitter il Presidente dell´Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio, Gianpiero Cioffredi.

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