Ostia, dopo i Canadair torna a volare l’aeroplanino della pubblicità ma non tutto sembra in regola (IL VIDEO)

Dopo i voli dei Canadair e degli elicotteri impegnati nello spegnimento dei roghi in pineta, riappare la pubblicità in cielo: violata l’ordinanza della sindaca?

Su Ostia è tornato a volare l’aeroplanino della pubblicità. E’ una curiosità alla quale i bagnanti avevano perso l’abitudine, costretti loro malgrado ad assistere molto più spesso alle evoluzioni dei Canadair e degli elicotteri impegnati nelle operazioni di spegnimento degli incendi nelle pinete di Castelfusano e Acque Rosse.  Un’usanza, quella degli aeroplani da pubblicità, che è regolamentata severamente dell’Ordinanza balneare e della quale, almeno nella mattinata odierna, qualcuno avrebbe dovuto disciplinare.

LA SUGGESTIONE DEI RICORDI

Il passaggio dell’aeroplanino su Ostia ha rilanciato una vecchia abitudine, testimoniata addirittura su una pellicola iconografica delle usanze dei romani al mare, “Domenica d’agosto” ambientato tra la Capitale e Ostia nella domenica 7 agosto del 1949. Mentre Ave Nichi si prepara a sporzionare una pentola di pastasciutta, passa l’aeroplanino della pubblicità da dove vengono lanciati volantini di reclame (QUI PUOI VEDERE LA SCENA). Chi ne ha memoria, ricorderà che in anni lontani da quegli aeroplanini sono stati “paracadutati” (con piccoli paracadute di carta) oggetti promozionali, oggi si chiamano gadget, tipo penne o buoni acquisto o anche caramelle.

Ovviamente con il tempo è cambiata la sensibilità ecologica (fogli e oggetti imbrattavano le spiagge o andavano a inquinare il mare) e si è puntato al risparmio delle risorse. Così è decollata l’era degli striscioni. Con un migliaio di euro si può persino far stampare e far volare un proprio striscione-dedica indirizzato alla propria amata o alla squadra del cuore, com’è successo in passato.

OBBLIGO DI SORVOLO A DISTANZA DI SICUREZZA

Il punto, però, è che le regole per la sicurezza a tutela dei bagnanti si sono fatte severissime e non sempre i piloti di quei velivoli sembrano rispettarle. L’ordinanza comunale 65 del 29 aprile 2017Norme e disposizioni per il litorale marittimo  di Roma Capitale”, firmata dalla sindaca Virginia Raggi, all’articolo 2 comma t delle “Disposizioni e prescrizioni di ordine generale” sancisce che “è vietato sorvolare le spiagge e gli adiacenti specchi acquei compresi fra la linea di battigia ed una linea parallela posta a mt. 1.500 con qualsiasi tipo di aeromobile ad eccezione dei mezzi di soccorso e di polizia”. Cioè gli aeroplanini della pubblicità dovrebbero essere distanti almeno un km e mezzo dalla linea di battigia per evitare che un imprevisto possa provocare danni diretti ai bagnanti.

Ora, la norma è molto restrittiva e, se rispettata, renderebbe quasi vana la pubblicità: a una distanza di un km e mezzo, infatti, nessuno leggerebbe la scritta pubblicitaria (stamattina era quella di un nuovo negozio per la vendita di prodotti per animali domestici di Velletri). Vero è, però, che se una norma esiste, va rispettata fino a che non viene abrogata. A chi spetta controllare ed eventualmente sanzionare il mancato rispetto di quelle prescrizioni? La risposta è nell’articolo 11.4: “Il corpo di Polizia Locale di Roma Capitale ha l’obbligo di far rispettare, per quanto di competenza, la presente Ordinanza”. Ve lo immaginate il pizzardone romano che (peraltro privato del servizio elicotteri presente fino al 2013) deve contravvenzionare il pilota dell’aeroplanino? Che faccio, sorvolo o concilia?

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