Ostia, giardini ingialliti e morti ma non è colpa della siccità (VIDEO)

Impianto d’irrigazione guasto da aprile ma il X Municipio non lo ripara. Giardini verdi solo dove se ne occupano i privati

A Ostia i giardini sono secchi e ingialliti ovunque, anche in quelli che sono i luoghi simbolo di una città con ambizioni turistiche. Si dirà che è colpa della siccità ma le cose non stanno proprio così: l’impianto di irrigazione pubblica è guasto da aprile e il X Municipio non ha ancora avviato le procedure per la sua riparazione.

UN QUADRO INDECOROSO

Basta fare una passeggiata per accorgersi che il verde pubblico a Ostia è ormai completamente distrutto e rinsecchito. Succede al Pontile, in piazza dei Ravennati, accade a piazza Anco Marzio, al piazzale della Posta, biglietto d’ingresso della città, alla Rotonda Colombo e persino nei giardini sotto al Palazzo del Governatorato, in piazza della Stazione Vecchia. I prati sono aridi, secchi, privi di ogni attività vegetativa. Resistono solo le palme e i pochi cespugli di macchia mediterranea, piante tipiche del clima tropicale.

Qualcuno potrebbe sollevare l’obiezione che con questo stato di siccità e per la mancanza di pioggia le condizioni in cui versa il verde pubblico è inevitabile anche se non accettabile. Ma le cose non stanno così. Basta dare un’occhiata ai prati di alcune aree affidate alla cura dei privati. E’ il caso di piazza Scipione l’Africano: i titolari dei negozi pagano circa 300 euro al mese ad un giardiniere per la manutenzione perfetta del prato e per l’irrigazione puntuale del giardino. Stessa cosa per il rondò all’incrocio di via Genoese Zerbi e via Piola Caselli: un piccolo cartella ricorda che il prato e le essenze sono lussureggianti per merito dei commercianti del bar “Boom” e dell’officina “Non solo gomme”. E che dire dei prati del porto di Roma? Stessa sorte virtuosa.

Piazza Scipione l’Africano, i commercianti si autotassano per 300 euro al mese e pagano un giardiniere che si occupa del prato

LA GARA D’APPALTO

Dunque c’è un problema. E Il Quotidiano del Litorale è in grado di dirvi da cosa dipende. Si tratta dell’impianto di irrigazione che ha la sua origine dall’area occupata dal Servizio Giardini del X Municipio, in via Pietro Rosa. E’ lì che si trovano le cinque punte abissine che estraggono acqua dal sottosuolo per pomparla nelle condutture che raggiungono gli impianti di irrigazione dislocati nei diversi giardini pubblici. Ormai vecchie e inutilizzabili, quelle punte abissine hanno smesso di funzionare e non sono state sostituite. E, a quanto pare, non è ancora stato previsto di procedere a nuovi lavori di manutenzione. Benchè il 4 maggio sia stato pubblicato l’esito della gara indetta il 18 aprile per il “Servizio di fornitura e riparazione attrezzature da giardinaggio in dotazione al Servizio Ambiente del Municipio X, inclusi ricambi e materiali di consumo”: la base d’asta è di poco meno di 33mila euro e viene aggiudicato alla “Garden Machines di Dario Ruggiero” che ha presentato un’offerta con ribasso del 15%. Dal 4 maggio sono trascorsi più di tre mesi e nulla è successo all’impianto di irrigazione: viene il dubbio che forse tra le attrezzature inserite in quell’appalto il riposizionamento delle punte abissine non sia incluso.

Rondò in via Giuseppe Genoese Zerbi curato dai titolari di un bar e di un’officina

Lasciano perplessi, a questo punto, i toni trionfalistici assunti dall’amministrazione capitolina e più specificatamente dal capogruppo del M5S, Paolo Ferrara che il 16 giugno scorso, nel corso di lavori di giardinaggio avviati a Ostia,  aveva annunciato “Le aree verdi del litorale si rifanno il look: per alcuni giorni saranno intensificati i lavori sul territorio, anche nell’entroterra, e per la prima volta con Pinuccia Montanari e Daniele Diaco stiamo analizzando il finto decentramento sul verde voluto dalle vecchie amministrazioni. Non lo aveva fatto mai nessuno prima di noi“.

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