Ostia, luce su Tor Boacciana e Natale amaro per la Rotonda (VIDEO)

Dopo un secolo torna l’illuminazione notturna su Tor Boacciana mentre resta buio pesto sulle sorti della Rotonda recintata e abbandonata al degrado

Grazie ad un gruppo di associazioni culturali, dopo oltre un secolo di buio, torna ad essere illuminata la milleduecentesca Tor Boacciana di Ostia. Al contrario, resta buio pesto sulle sorti della Rotonda, altro monumento ostiense che passerà anche queste feste di Natale nell’incuria e nel degrado.

Luci accese da ieri sera sulle facciate di Tor Boacciana, la torre millenaria che si staglia a ridosso del Ponte della Scafa sulla sponda ostiense del Tevere. La Soprintendenza archeologica di Ostia autorizzato un gruppo di associazioni culturali del litorale romano a posizionare a proprie spese un’illuminazione artistica curata sotto le indicazioni di Daniele Nannuzzi, maestro della fotografia, pluripremiato nel cinema internazionale, eccellenza tra i residenti di Ostia, e dell’architetto Flavio Coppola. Grazie anche alla disponibilità del cantiere “Iniziative Nautiche”, le associazioni “Ostia Ponente degli anni 50”, “Spazi all’arte”, “Clemente Riva”, “NikolaosRoute-La Via Nicolaiana” e “Lipu-Centro Habitat Mediterraneo”, Tor Boacciana durante tutte le feste natalizie resterà illuminata durante la notte ribadendo il suo segno storico-monumentale per Ostia.

Va ricordato che Tor Boacciana , che secondo il De Rossi (“Le torri costiere del Lazio” Newton e Compton, 1984), Tor Boacciana assume l’aspetto attuale nel XIII secolo sui resti di quello che era il basamento dell’antico faro di Ostia. Ipotesi più che fondata, considerati anche i resti delle banchine portuale rinvenuti nella campagna di saggi archeologici di tre anni fa legata al progettato nuovo ponte della Scafa. Il suo nome deriverebbe da un tale “Cencius Bobazanus” (da cui Boacciana) che nella prima metà del 1200 “aveva costruito un piccolo fortilizio ad Ostia, per combattere Riccardo dei Conti, allora signore di questa città”. In seguito allo straripamento del Tevere, il 15 settembre 1557 (come ha ricostruito Giovanni Mustazzolu nelle sue ricerche), che causò un notevole avanzamento della linea di costa, la Torre Boacciana cessò completamente ogni attività di difesa litoranea e fu, con ogni probabilità, privata dalle artiglierie. Dobbiamo giungere al 12 agosto 1894 perché Tor Boacciana tornasse a vivere: quel giorno Tancredi Chiaraluce (come si può scoprire sulle pagine del volume “Ostia ieri e oggi”) aprì nella torre una rivendita di vino e un punto di ristoro a chi frequentava il litorale per cacciare oppure a chi doveva traghettare sul Tevere a Fiumara Grande. “La torre venne illuminata fino al 1915 quando Chiaraluce concluse la costruzione della sua casa a fianco” ricorda Mustazzolu.

A una storia a lieto fine si contrappone a Ostia una telenovela che non conosce conclusione. E’ quella dello stato di inagibilità della Rotonda Cristoforo Colombo, conosciuta anche come fontana dello Zodiaco. Dal 24 marzo 2016 il belvedere è recintato e chiuso ai pedoni: essendo pericolante, l’amministrazione municipale d’intesa con quella comunale, hanno deciso di interdirne l’uso. E questo avviene nonostante il concessionario del sottostante stabilimento balneare Shilling, già una settimana dopo la chiusura, si sia ufficialmente dichiarato disposto a effettuare a sue spese il restauro.  Il X Municipio ed il Campidoglio sono rimasti indifferenti anche all’offerta di un gruppo di privati di provvedere alle spese necessarie. Così, un po’ per provocazione un po’ per richiamare nuovamente l’attenzione generale su questo monumento al degrado, ieri sera qualcuno ha deciso di “addobbare” la recinzione in vista del Natale, il secondo di chiusura della Rotonda.

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Giulio Mancini
Giornalista professionista, sportivo, appassionato di cinema, viaggi, architettura e lettura, è iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1983. E’ padre di Simone. Ha collaborato a Radio Luna e scritto per L’Occhio di Maurizio Costanzo, Gente Viaggi, Il Tempo, Il Messaggero. Tra le esperienze televisive quella di collaboratore della trasmissione “Il coraggio di vivere” di Rai 2. Conoscitore della storia del Litorale romano, ha scritto e pubblicato dodici volumi alcuni dei quali in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali. Esperto di brand journalism.

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