Ostia, Stefano Pollari: “Espropriato da un anno dei miei forni senza un perché”

Forni di Ostia, è giallo sulla misura preventiva del Tribunale di Roma: due famiglie lasciate senza lavoro dopo anni di sacrifici e non ci sono indagati

Un anno di sequestro senza un perché. Un anno che due famiglie non possono lavorare nei loro forni, in quelli che sono i frutti di sacrifici e dell’esperienza di tre generazioni di panificatori. E’ l’incredibile vicenda che riguarda Stefano Pollari e, di riflesso, quella del padre Marco.

E’ PASSATO UN ANNO

Era un anno fa esatto. Il 24 giugno 2016 quando la Guardia di Finanza su disposizione del Tribunale di Roma metteva sotto sequestro cinque panifici di Ostia, più precisamente un forno e quattro rivendite, in gestione alle società di Stefano Pollari, 29 anni, incensurato. Il sequestro adottato è una misura preventiva riguardo all’accusa di interposizione fittizia vale a dire che la Procura della Repubblica sospetta che le attività siano di altri e non le sue; un’accusa che già il 23 luglio 2013 aveva portato in carcere Stefano Pollari per 18 giorni. Il Tribunale del Riesame, però, aveva annullato quell’ordine di arresto riconoscendo Pollari estraneo alle accuse. Una svista giudiziaria mastodontica che stavolta, nel caso del sequestro delle attività avvenuto un anno fa, presenta una ancor più grave incongruenza: né Stefano né i familiari sono indagati per qualche reato.

Stefano Pollari al lavoro in uno dei suoi forni

L’effetto della vicenda dai contorni tutti da chiarire, è devastante. Stefano, che nel frattempo è diventato padre di una bambina, è disoccupato, non lavora e non ha neanche diritto a un indennizzo che spetta, paradossalmente, agli arrestati o in qualche modo a chi aspetta il processo. Il padre Marco, 58 anni, è anche lui senza un lavoro e fatica ad arrivare alla fine del mese. Gente da 14-16 ore di lavoro al giorno, con i mutui che corrono in banca. Gente che aspetta di sapere perché tutto questo, visto che l’accesso al fascicolo è stato consentito solo da una decina di giorni.

CONTRATTI, MUTUI, RICEVUTE: TUTTO DOCUMENTATO

Il sequestro sarebbe avvenuto per le rivelazioni di un pentito – dice Stefano Pollari – Avrebbe riferito ai magistrati che tutti i forni di Ostia sono della famiglia Fasciani. La realtà è ben diversa ed è documentata da documenti e carte che parlano chiaro: per due dei cinque locali che mi sono stati sequestrati, pago un regolare affitto ad un familiare de Fasciani. Sono un affittuario, ho sempre pagato il canone per quei due forni. Le attività sono le mie e l’ho dimostrato già nel 2013 quando mi arrestarono e venni scarcerato dal Tribunale del Riesame”.

I due locali di proprietà della famiglia Fasciani in locazione a Pollari sono quelli di via dell’Idrovolante e di piazza Gasparri. Negli anni, poi, Stefano con il papà Marco hanno stretto la cinghia e sono riusciti a ottenere prestiti dalla banca e dalla finanziaria (mutui tutti documentati) per l’apertura di altre tre rivendite negli anni successivi: in via Carlo Bosio, in via delle Repubbliche Marinare e in corso Duca di Genova. “Due locali sono solo rivendite da una trentina di metri quadrati ma abbiamo fatto comunque grandi sacrifici, lavorando anche sedici ore al giorno per rimborsare i mutui” chiarisce Stefano. “Mio padre era soprannominato Rosetta d’oro e l’esperienza di tre generazioni di panificatori è un valore aggiunto nel saper gestire un panificio” sottolinea Marco.

E’ passato un anno e nel frattempo il Tribunale ha affidato la gestione delle cinque rivendite ad un imprenditore campano. Nessuno dei Pollari è indagato, la famiglia ha continuato a pagare i prestiti le banche, non è stato permesso di continuare a lavorare nelle loro attività  e sulla vicenda c’è il rischio che cali il silenzio.

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Giulio Mancini
Giornalista professionista, sportivo, appassionato di cinema, viaggi, architettura e lettura, è iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1983. E’ padre di Simone. Ha collaborato a Radio Luna e scritto per L’Occhio di Maurizio Costanzo, Gente Viaggi, Il Tempo, Il Messaggero. Tra le esperienze televisive quella di collaboratore della trasmissione “Il coraggio di vivere” di Rai 2. Conoscitore della storia del Litorale romano, ha scritto e pubblicato dodici volumi alcuni dei quali in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali. Esperto di brand journalism.

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