Ostia, voragini via Casana: non partono i lavori, residenti sul piede di guerra

Dovevano partire il 15 luglio, almeno stando a quanto riferirono ai residenti, ma degli operai del Comune di Roma non c’è traccia.

Le enormi voragini del quadrante di via Costanzo Casana e via Zotti ad Ostia sono sempre lì e la partenza dei lavori continua a slittare.

La rabbia dei residenti. “Dopo una delle tante manifestazioni – spiegano i cittadini – siamo stati ricevuti dalla delegata del sindaco al X Municipio Giuliana Di Pillo. Ci aveva assicurato che i lavori sarebbero partiti entro il 15 luglio dopo i rilievi da parte di Acea ma ci hanno preso in giro per l’ennesima volta”.

Le manifestazioni e le iniziative dei residenti non sono mancate: dalle raccolte firme al blocco del traffico in via Carabelli come gesto disperato per farsi ascoltare.

“Temiamo il crollo delle palazzine” dicono ancora. Ed in effetti la voragine più grande in via Casana è a ridosso di una palazzina comunale e giorno dopo giorno il manto stradale continua a cedere.

Il ritardo dei lavori. “Ho chiesto un sopralluogo – aveva annunciato Di Pillo a giugno – alla presenza di Acea, Simu, Ufficio Tecnico del Municipio e la ditta che farà i lavori. L’intenzione di tutti è quella di cominciare ad intervenire il prima possibile, hanno ipotizzato la prima decade di luglio come inizio dei lavori sulle voragini”.

Ad agosto la situazione non è cambiata, i tecnici dell’Acea presenti sul posto dichiarano di aver fornito al Comune di Roma tutti i report necessari per la partenza dei lavori rimbalzando di fatto la palla e le responsabilità del ritardo.

Da ieri intanto Giuliana Di Pillo ha rinunciato al suo incarico di delegata in quanto candidata alla presidenza del X Municipio ed i residenti oggi non sanno più a chi rivolgersi.

Strade transennate e commercianti isolati. Intanto la chiusura al traffico veicolare ma anche pedonale (se non fosse per alcune transenne tolte di proposito da qualcuno) sta pesantemente danneggiando i commercianti. Alcuni pensano di chiudere e spostarsi altrove, altri provano a resistere. “Non è più una situazione accettabile – ci spiega una titolare di un esercizio commerciale – stiamo subendo notevoli danni economici che nessuno ci risarcirà. Siamo stanchi ma sicuri che si interverrà soltanto dopo la tragedia”.

Tragedia sfiorata qualche settimana fa quando un anziano ha inciampato su una transenna ed è stato portato via in ambulanza.

Nuove proteste sono all’orizzonte con i cittadini, spalleggiati molto spesso da CasaPound, pronti a far sentire la propria voce. E chissà che vista la campagna elettorale qualcuno non si interessi realmente al problema.

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