“Roma 3 terra di nessuno”: Azione Universitaria scrive a Virginia Raggi

Gli attivisti del movimento di studenti Azione Universitaria chiedono interventi mirati a contrastare l’escalation di furti e violenze

Furti, atti di vandalismo e anche problemi di sicurezza nei confronti degli studenti. Sono gli elementi di allarme sociale denunciati dai ragazzi di Azione Universitaria Roma che hanno deciso di informare la sindaca di Roma, Virginia Raggi, sulla situazione che si vive a ridosso degli istituti universitari di viale Marconi e dintorni.

QUOTIDIANITA’ DI DIFFICILE GESTIONE

Con una lettera formale in cui esponiamo i problemi che abitualmente affliggono gli studenti di questa zona – spiega Andrea Rapisarda ed il gruppo di rappresentanti di Azione Universitaria Romaabbiamo deciso di contattare la Sindaca Virginia Raggi per metterla al corrente dello stato di grave degrado in cui versa viale Guglielmo Marconi. Tra furti e violenze per ogni ragazzo è diventata difficile gestire la quotidianità della vita universitaria nella zona, specie dopo l’escalation d’illeciti avvenuta nelle ultime settimane in zona. Hanno ripreso prepotentemente piede queste spiacevoli situazioni, toccando principalmente via del Valco di San Paolo, via Vito Volterra e l’area adiacente alla stazione della metro Marconi. Un contesto che non ha risparmiato i vicini dipartimenti accademici di Roma Tre situati in quest’importante quadrante cittadino, come dimostrano gli ultimi furti avvenuti presso il Dipartimento d’Ingegneria e nella struttura della “Scuola di Lettere Filosofia e Lingue”. Ci auguriamo che possa crearsi quanto prima un tavolo tra i rappresentanti degli studenti del nostro Ateneo, le realtà territoriali, le istituzioni di Roma Tre e quelle comunali, dove si possa discutere di questa gravosa situazione e valutare tutt’insieme le soluzioni più accurate per risolvere i disagi”.

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA 

Questo è il testo della lettera indirizzata alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e per conoscenza a una serie di autorità locali e romane, tra le quali anche il Rettore Vicario di Roma Tre, professoressa Francesca Renzi. “V’inoltriamo questa lettera per segnalarVi degli spiacevoli episodi che si presentano quasi quotidianamente a noi studenti dell’Ateneo di Roma Tre, frequentando le strutture nella zona di Viale Guglielmo Marconi. Da diversi anni molti nostri coetanei subiscono violenze – verbali e fisiche – da parte di sbandati della zona, che più volte hanno organizzato furti o altre gravi illegalità in questo quadrante urbano. Ultimamente abbiamo un episodio avvenuto venerdì 9 Giugno 2017, dove un’ex studentessa di Lettere e Filosofia – M.B. – è stata aggredita da due ragazzi rom alla fermata dell’autobus ATAC adiacente alla stazione metro Marconi, con questi soggetti provenienti dalle baraccopoli presenti accanto alla struttura ferroviaria (lato Via del Mare)”.

“Due settimane fa invece delle studentesse di Giurisprudenza Roma Tre hanno rischiato il furto della propria automobile al semaforo di Via Valco di San Paolo (incrocio con Via Ostiense), dopo che due nomadi si sono avvicinati a loro – con la scusa di aiutarle con l’auto in panne – e le hanno invitate energicamente a scendere dal mezzo. Due situazioni che fanno da culmine a gravi episodi avvenuti in questo quadrante di Ostiense/San Paolo: i tentati casi di pestaggio e di vandalismo – da parte d’ignoti – nel parcheggio pubblico sotto la stazione Marconi, la presenza di nomadi dentro al cortile della Scuola di Lettere Filosofia e Lingue con al seguito carrelli pieni di rifiuti o gli spiacevoli episodi d’Ingegneria legati ai continui furti, sia all’interno del Dipartimento – specialmente presso il Laboratorio Campus One e la Biblioteca di Area Scientifico-Tecnologico, avvenuti ad opera di soggetti italiani riconosciuti anche dalla sorveglianza – ma anche aggiramenti sospetti di soggetti sia di cittadinanza italiana che appartenenti alla comunità rom anche all’interno delle aule studio del Dipartimento (l’ultima avvenuta lo scorso venerdi 24 Giugno), che all’esterno ai danni delle automobili parcheggiate sia in Via della Vasca Navale che in Via Vito Volterra, che alle aggressioni avvenute a Via Vito Volterra (la prima nel 2013 ai danni di uno studente e altre due avvenute nel 2016 a discapito di due studentesse)”.

“Invitiamo quindi le Istituzioni di Roma Tre a prendere in considerazione il nostro grave disagio, che ci porta a condurre la nostra quotidiana vita universitaria tra paure e allarmismo: un problema che sentiamo soprattutto nei tardi pomeriggi invernali, dove anche la totale mancanza d’illuminazione pubblica nella zona ci fa percepire l’assenza di sicurezza nei nostri confronti. Vogliamo far nostre anche le storie dei molti studenti/studentesse “fuori sede” che abitano nei dintorni di viale Guglielmo Marconi, che spesso si trovano impossibilitate a uscire di casa nelle ore serali per la dura realtà del quartiere (prostituzione su strada e persone poco raccomandabili lì presenti)”.

“Per quanto riguarda la sicurezza all’interno dei vari dipartimenti presenti in questa zona, in particolare la Scuola di Lettere, vorremmo chiedervi, come fatto in questi due anni nel Dipartimento di Ingegneria, qualora fosse possibile, di intensificare la sorveglianza e far in modo che si provveda a scrivere o a modificare il Regolamento del Controllo Accessi, varato dal Cda lo scorso Gennaio 2015, ponendo particolare attenzione alle strutture interne ai Dipartimenti in cui si possa effettuare un controllo più stringente(Biblioteche e Laboratori informatici) ad esempio con l’utilizzo del riconoscimento attraverso la R3 Card, quando verrà sistemato il sistema RFID della stessa carta. Per questa proposta chiediamo la possibilità di essere ricevuti dal Rettore di Roma Tre, in modo da poterLe illustrare e poi discutere tutti gli aspetti di una simile idea”.

“Il nostro desiderio sarebbe quello di un interessamento da parte del nostro Ateneo per questa situazione, al fine di creare un tavolo tecnico con le realtà comunali e municipali dove si discuta del nostro problema e vi si trovino soluzioni: queste devono garantire una migliore integrazione delle comunità nomadi presenti sul territorio, ma al contempo bisogna porsi l’obiettivo di fermare lo stato di violenza e paura ancora in atto verso gli studenti, i commercianti locali e i residenti della zona attualmente perpetrato da sbandati in questo quadrante”.

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