Stadio della Roma a Tor di Valle: destinati a soffocare nel traffico

Nessuno si è posto il problema della mobilità dei residenti del litorale romano: da Vitinia al X Municipio stretti in un collo di bottiglia

Se si realizzerà lo Stadio della Roma a Tor di Valle non sarà come l’Olimpico. Nel senso che ospiterà solo la metà delle partite di campionato e di coppe, rispetto all’arena di Monte Mario che ospita anche la Lazio. Inoltre, nessuna nazionale, ma anticipi e/o posticipi serali e pomeridiani avranno comunque un impatto significativo sul pendolarismo dei quartieri costieri, da Vitinia fino al X Municipio, da e verso Roma, che peraltro, secondo quanto afferma il proponente, è il Municipio con il maggior numero di tifosi giallorossi.

SOLO LA ROMA-LIDO COME MEZZI PUBBLICI

Dunque, sulla via del Mare e sull’Ostiense si concentrerà tutto il traffico dei Municipi che gravitano attorno all’area, così come sul vicino svincolo del GRA, dove tra l’altro incombe l’arrivo della futura autostrada Roma-Latina. Non ci sono ad oggi linee Atac sulla via del Mare (ex strada statale SS8, Anas, fino al 2001) divenuta poi Provinciale, chissà per quanto ancora. Analoga situazione per la SS8bis della via Ostiense.

Nonostante le gravi ripercussioni nella qualità della mobilità sui residenti del litorale, da mesi assistiamo al balletto Stadio-sì, Stadio-no, Stadio-con-le-torri, Stadio-senza-torri, ma nessuno finora ha chiesto a chi vive tra Vitinia e Ostia, se il nuovo stadio a Tor di Valle sarà un bene o una sciagura. Una cosa è certa: il nuovo Stadio della AS Roma si potrà raggiungere con i mezzi pubblici solo dalla stazione della Roma-Lido di Tor di Valle e poi da lì non è dato sapere. Le stazioni con maggior afflusso saranno Tiburtina e Termini. Già parcheggiare a roma termini è difficile normalmente, figuriamoci durante le partite di calcio.

BUSINESS PARK APERTO TUTTO L’ANNO

Vista aerea con la via del Mare a sinistra

All’orizzonte, dopo il taglio delle cubature, si prospetta un compromesso al ribasso con il costruttore Parnasi. La ferrovia Roma-Lido è una tratta regionale in concessione e non è chiaro quali vantaggi ne trarrebbe la Regione Lazio da questa operazione. Nessun ponte di collegamento con la riva destra del Tevere, che doveva “snellire il flusso di automobili attuale” e supportare “quello previsto in occasione delle partite e degli eventi“. Dunque la viabilità è divenuta prevalentemente su mezzi gommati, cosa assolutamente antitetica ad una progettualità a basso impatto ambientale.

Quando si parla del progetto Stadio della Roma a Tor di Valle, non si parla solo dello Stadio, ma soprattutto del Business Park. Nulla si dice però sulla trasportistica da e verso il centro commerciale, che implica l’entrata e l’uscita di dipendenti, merci e mezzi di soccorso. Non è un problema secondario, perché se lo Stadio accoglierà 30/40 partite l’anno, il Business Park sarà in funzione 365 giorni l’anno e sulla via del Mare c’è divieto di passaggio non solo dei motocicli, ma anche dei mezzi pesanti. Il Business Park rimane un argomento tabù di questa telenovela. Nessuno ne parla e non si comprende nemmeno l’utilizzo che si vuole fare di quell’area. Non è chiaro infatti se ospiterà ad esempio eventi musicali e come verrà regolato il centro commerciale e direzionale nelle ore di punta.

GLI ESEMPI NEGATIVI

Roma ha già due esempi negativi in tal senso: uno è Parco dei Medici (che intasa il GRA e l’autostrada Roma-Fiumicino nelle ore di punta dei flussi lavorativi), l’altro Euroma2. Entrambi sono nati senza alcuna modifica della viabilità e la stessa fine sembra riguardare anche il progetto dello Stadio a Tor di Valle. Il Municipio X in particolare non ne trarrà alcun beneficio, mentre sembra accogliere solo svantaggi in termini di viabilità. A fronte delle ultime novità che si rincorrono in queste ultime settimane, tutta la valutazione trasportistica andrebbe rivista.

A parte l’impatto su Ostia e l’entroterra che avranno i lavori dell’unificazione della via del Mare con l’Ostiense (nel solo tratto che va dallo Stadio a viale Marconi), questa sembra l’unica soluzione proposta, ma non prevede l’adeguamento delle rampe, con la conseguenza di una paralisi del ponte attuale del GRA sul Tevere. Il progetto targato Raggi ha già decurtato opere quali il ponte carrabile a carico dei privati (circa 70 milioni di euro) e i lavori per la nuova stazione della Roma-Lido (altri 10 milioni), sparita dalla carte della conferenza dei servizi.

LA ROMA-LIDO SENZA NUOVI TRENI

Veduta dell’ingresso alla stadio dalla stazione Tor di Valle della Roma-Lido

“Se intendono servire la Roma Lido facendo revamping, ovvero il restauro dei convogli, di vecchie metro sono semplicemente folli – dichiara l’architetto Franco Pirone, Paesaggista e residente nel Municipio X- La Roma-Lido ha subito due revemping: con il primo (2004-2005) hanno revampizzato una ventina scarsa di convogli arancioni della metro A, gli MA100, dopo di che hanno ritirato improvvisamente quasi tutti i treni perché avevano i carrelli-carrozza, cioè le ralle, crepati per l’eccessiva sollecitazione a seguito del rialzo del baricentro per l’altezza maggiore delle banchine della Roma-Lido. Il secondo e ultimo revamping riguarda otto MA200, treni ordinati per potenziare la linea in occasione del giubileo del 2000. Non hanno mai funzionato, visto che hanno il doppio degli anni rispetto ai CAF (17 invece di 9) e la metà dei chilometri (600.000 invece del milione e mezzo dei CAF). Con fatica li stanno immettendo sulla Roma-Lido, ma sono una tragedia, con seri problemi di elettronica e di chiusura porte. Il livello di servizio della Roma-Lido è attualmente inaffidabile. Pensare ad un terzo revamping è pericoloso e mi auguro che non vogliano rifilarci i vecchi convogli della metro B, che stanno mandando in pensione da quando hanno introdotto i CAF. Sono sicuramente più affidabili delle MA200 ma hanno milioni di km alle spalle. Definire questa operazione ‘potenziamento’ è davvero incredibile”.

Il potenziamento di cui parla l’architetto Pirone prevede in particolare un servizio minimo di 20mila passeggeri l’ora sull’intera tratta, a cui vanno garantiti ulteriori 7.500 passeggeri l’ora sulla FL1 (fermata Ostiense) durante gli eventi sportivi. Opere che, sempre se si faranno, creeranno notevoli disagi solo al Municipio X. Gli scenari presentati dal proponente Parnasi nello studio sulla mobilità sono solo tre: • Ingresso Business Park, 7:30 – 8:30 della mattina di un giorno feriale tipo • Uscita Stadio di Tor di Valle, 22:30 – 23:30 della sera di un giorno festivo. • Ingresso Stadio di Tor di Valle, 19:45 – 20:45 della sera di un giorno festivo. Dunque non vengono considerati anticipi e posticipi pomeridiani, serali, infrasettimanali o eventi di natura non calcistica. Anche per quanto riguarda il Business Park non esiste alcuna analisi simulativa, nemmeno microsimulativa della viabilità esterna con cui si è valutata la funzionalità della rete stradale in prossimità dell’area di Tor di Valle.

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2 Commenti

  1. perchè noi cittadini dovremmo accettare questo scempio sul territorio, questa evidente e sporca speculazione per far ingrassare pochi a danno della comunità?

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