Tabaccaio di Casal Palocco: “Rapinato e indagato per aver reagito, doppiamente offeso” (VIDEO)

E’ indagato per esplosioni pericolose il tabaccaio che due anni fa reagì a una rapina sparando in aria e contro una ruota dell’auto dei banditi in fuga

E’ una follia giudiziaria che ha per vittima un tabaccaio. Cornuto e mazziato si dice a Napoli di chi dopo aver subito un torto ne deve sopportare uno ulteriore per aver reagito. Ed è l’incubo che sta vivendo Maurizio Pontillo, 49 anni, titolare del bar-tabaccheria Kristall dell’Isola 46 a Casal Palocco, vittima di una rapina e ora raggiunto da un avviso di garanzia per aver reagito, pur senza colpire i banditi in fuga.

 

Questa è la storia paradossale vissuta da Maurizio Pontillo trasformatasi oggi in incubo. Era la mattina del 16 marzo 2015 quando il tabaccaio, uscito dal suo negozio per andare a depositare gli incassi del week end in banca, mentre a bordo della sua Fiat 500 era in coda al semaforo di via di Casal Palocco, è stato affrontato da due individui entrambi armati con una mazza di ferro. Mentre uno spaccava il finestrino dal lato del guidatore, l’altro faceva lo stesso sullo sportello opposto impossessandosi del borsello nel quale erano contenuti più di 28 mila euro.

 

Pontillo, che ha un passato di guardia giurata e si allena regolarmente al poligono di tiro, è in possesso di porto d’arma. E quella mattina aveva con sè la Smith & Wesson regolarmente detenuta con la quale ha cercato di fermare la fuga dei banditi con i suoi soldi. Come hanno accertato i carabinieri che hanno raccolto quella mattina stessa prove e testimonianze, il tabaccaio prima ha sparato in alto intimando l’alt. Poi, dopo aver superato alcuni operai al lavoro in strada, quando aveva il campo visivo libero, ha esploso un colpo di pistola alle ruote dell’auto usata per la fuga dei malviventi, una Fiat Croma. “Potevo stendere entrambi i rapinatori se avessi voluto ma in quel momento ho pensato a mio figlio, alla mia famiglia” ha ripetuto anche nei verbali dell’inchiesta.

 

Tutte le cautele del caso, però, non sono servite. La Questura ha sospeso a Pontillo il porto d’armi, i carabinieri hanno sequestrato la pistola ed il pm che cura il procedimento, in questi giorni gli ha inviato un avviso di garanzia: è indagato per esplosioni pericolose. Nel frattempo uno dei tre rapinatori è stato individuato: il magistrato gli imputa non già la rapina ma il furto, in concorso e aggravato. Come se la borsa con l’incasso fosse per strada, abbandonata senza custodia e non sia stata portata via dopo la rottura del vetro e sottratta al proprietario con la violenza.

 

La follia, perché di questo si tratta, è che adesso io e il rapinatore che mi ha inseguito, picchiato e derubato siamo indagati insieme – lamenta Maurizio Pontillo – Lui addirittura solo per furto e furto aggravato. Il mio avvocato mi ha detto che in 30 anni di lavoro non ha mai visto una cosa del genere. Altra beffa poi tre settimane dopo la rapina: il legale della Lottomatica mi mandò una lettera in cui mi si chiedeva di restituire immediatamente le somme da me impropriamente trattenute. Rapinato e pure trattato come un delinquente, perfino il porto d’armi mi è stato tolto. Mi sento umiliato e preso in giro“.

 

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, venuta a conoscenza della incredibile vicenda, lunedì 13 novembre ha portato personalmente a Maurizio Pontillo tutta la sua vicinanza e solidarietà.

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Giulio Mancini
Giornalista professionista, sportivo, appassionato di cinema, viaggi, architettura e lettura, è iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1983. E’ padre di Simone. Ha collaborato a Radio Luna e scritto per L’Occhio di Maurizio Costanzo, Gente Viaggi, Il Tempo, Il Messaggero. Tra le esperienze televisive quella di collaboratore della trasmissione “Il coraggio di vivere” di Rai 2. Conoscitore della storia del Litorale romano, ha scritto e pubblicato dodici volumi alcuni dei quali in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali. Esperto di brand journalism.

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