Ostia, al teatro del Lido “Un viaggio che non promettiamo breve”. E si alza la polemica


Venerdì 3 marzo, dalle ore 21 presso i locali del “Teatro del Lido” di Ostia, avrà luogo una conferenza patrocinata dal comune di Roma dal titolo “Un viaggio che non promettiamo breve”. 

Il titolo, deriva dall’omonimo libro scritto da Roberto Bui alias Wuming1, componente attivo del gruppo di scrittori Wu-ming (collettivo di artisti attivi nella scena letteraria bolognese). 

L’opera in questione racconta l’esperienza di Bui all’interno del movimento No Tav. 

Una conferenza che oltre al patrocinio del Comune ha come sponsor anche numerose associazioni vicine alla sinistra radicale. 

Inevitabile l´intervento di chi continua a ripetere che quel luogo, pubblico, non può continuare ad essere sede di eventi politici solo di sinistra.

“Il Teatro del Lido è da sempre una struttura politica finanziata con soldi pubblici – dichiara Luca Marsella, responsabile di CasaPound X Municipio- . Anni fa – prosegue Marsella – ci è stato impedito di presentare un libro nell’adiacente biblioteca per motivi di ordine pubblico causati da una contestazione organizzata proprio nel teatro”. 

La domanda è sempre la stessa. Un teatro pubblico, pagato con i soldi dei cittadini può privilegiare eventi di una fazione politica e denigrare o addirittura ignorare eventi provenienti da fazioni politiche opposte? E’ giusto porre il patrocinio del Comune di Roma su eventi che tessono le lodi del movimento No Tav, un movimento che negli anni si è reso protagonista delle cronache per scontri con le forze dell’ordine e manifestazioni sfociate in episodi di violenza?. 

“Il movimento No Tav è un movimento che sperimenta da venticinque anni forme nuove e al tempo stesso antiche di partecipazione e autogestione”: cosi recita la descrizione dell’evento pubblicata sul sito del teatro, tuttavia la realtà è ben diversa. Sono numerose infatti le “controversie” che riguardano il movimento No Tav. Il 26 gennaio 2012 ad esempio, la magistratura di Torino invia 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 15 obblighi di dimora e una condanna agli arresti domiciliari a 42 persone accusate di aver compiuto reati di resistenza a pubblico ufficiale, violenza, lesioni, danneggiamenti aggravati e tanto altro (fonte Wikipedia). 

Siamo certi che i cittadini di questo territorio non vorrebbero vedere iniziative di altro genere nei teatri pubblici? Un conto è organizzare conferenze, con dibattiti sul tema e con un contraddittorio, altra questione è invece organizzare con i soldi dei contribuenti vere e proprie conferenze a favore di un movimento che porta avanti le proprie ragioni con l’uso anche dello scontro.

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