Torri, ville romane, rovine abbandonate: interrogazione per valorizzare i beni storici del litorale

L’ex sottosegretario Francesco Giro chiede al Governo di intervenire per la tutela dei beni storici e per l’affidamento alle associazioni di volontariato

C’è un intero patrimonio di beni storici sul litorale romano che è abbandonato a se stesso e che, nonostante la disponibilità di associazioni culturali e di volontariato, attende di essere messo in sicurezza da vandali e tombaroli oltre che essere valorizzato e costituire fonte di occupazione e reddito.

Lo sa bene il senatore di Forza Italia, Francesco Giro che sul tema ha presentato un’interrogazione al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Il ministro Franceschini di recente è stato negli Scavi di Ostia Antica ma, seppure chiamato in causa, ha sorvolato volutamente sul tema della valorizzazione complessiva dei beni archeologici e monumentali esterni all’area degli Scavi romani. Così Giro, che è stato Sottosegretario ai Beni culturali nel governo Berlusconi IV (dal 2008 al 2011), nel suo documento chiede espressamente se il Ministro se “non ritenga necessario intervenire attestando la necessità di un’attenzione più pronunciata per l’archeologia e tutelando il patrimonio archeologico più bello al mondo”.

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Giro, anche su indicazione della coordinatrice del X Municipio di Forza Italia, Mariacristina Masi, elenca quelle strutture che potrebbero costituire un patrimonio di grande valore se adeguatamente tutelato e valorizzato. “Su questo territorio – spiega Giro riferendosi al litorale romano – insistono numerosi siti noti che vivono una triste realtà, altri come: la villa di Plinio all’interno della pineta di Castelfusano, dove l’ultimo incendio ne ha aumentato il degrado; Tor Boacciana, la più antica di Ostia risalente al 1420, chiusa, mai fatta visitare al pubblico pur essendo parte degli scavi di Ostia antica. La parte adiacente, che dovrebbe essere la villa dei Bovacciani, completamente abbandonata, ricoperta da una foresta di arbusti; la villa a Dragoncello, che è divenuta una palude nella parte appena scavata, visitata dai ladri che ne stanno distruggendo la bellezza; Tor San Michele, sita ad Ostia ponente, disegnata da Michelangelo e costruita tra il 1564 e il 1568, abbandonata al degrado più  totale, mai aperta al pubblico, ad eccezione di una giornata a maggio del 2017 che ha registrato la presenza di 3600 persone”.

Il senatore Giro aggiunge anche che “le riviste che si occupano di siti archeologici abbandonati, segnalano: le ville romane all’interno della pineta di Castelfusano e ad Acilia; il fontanile distrutto nella pineta delle Acque Rosse; zone storiche di Ostia, mai curate, tipo Fiumara oppure Idroscalo, trasformato in cantiere navale ed i fortini di guerra, alcuni ancora integri e tante altre bellezze che potrebbero diventare bellissimi percorsi turistici”.

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Francesco Giro offre al Ministro Franceschini anche una soluzione per la tutela di questo patrimonio: “questi tesori archeologici di Ostia, sopravvivono grazie al lavoro di associazioni, molte delle quali, senza scopo di lucro, curano quel che possono e come possono, superando le difficoltà create dalle artificiose pratiche burocratiche, necessarie al rilascio delle autorizzazioni da parte dei funzionari responsabili dei beni”. Pertanto, sarebbe bene, da parte del Ministero “supportare il loro lodevole operato, snellendo i numerosi rimandi burocratici per l’affidamento e la gestione delle aree citate e programmare un giusto impegno economico”.

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