Via Cristoforo Colombo, “basta tragedie, mettiamo in sicurezza la strada”

“È ora che prendano seriamente l´impegno per mettere in sicurezza questa strada, come tante altre, per evitare il ripetersi di simili tragedie”.

Dopo l´ennesimo incidente avvenuto sulla via Cristoforo Colombo il giorno di Santo Stefano e costato la vita ad un giovane che viaggiava in sella alla sua moto, Antonio Mortai di Sicurinstrada torna a chiedere più sicurezza.

“Le amministrazioni comunali e gli enti gestori delle strade dopo 40 morti e 4500 incidenti in cinque anni, non possono più continuare ad essere sorde ai continui appelli lanciati da associazioni e comitati di quartiere” spiega Mortai residente ad Ostia che ha visto morire i propri genitori sulla strada: falciati sulle strisce pedonali mentre attraversavano il lungomare.

“La Colombo, è una strada a scorrimento veloce (quando non è congestionata dal traffico) che collega Roma con Ostia con limiti di velocità che vanno dai 50km/h, nei tratti urbani, fino a 80km/h in quelli extraurbani. Pur nel rispetto dei limiti di velocità, presenta delle rilevanti criticità che mettono seriamente in pericolo l´utenza che la percorre – spiega ancora-. L´intero tratto è costellato dalla presenza di diversi incroci a raso regolati da impianti semaforici, teatro, spesso, di gravissimi incidenti; dalla presenza di alberi ai lati delle carreggiate che per la mancata manutenzione dell´asfalto, le radici di questi, rendono il manto stradale dissestato con insidiosissimi dossi e avvallamenti che possono far perdere il controllo della moto o dell´ auto con il rischio, a causa della mancanza del guardrail, di andare ad impattarvi rovinosamente contro come è accaduto al povero ragazzo motociclista”.

Altre insidie, nelle ore notturne. “Soprattutto nei tratti extraurbani, ci si trova a percorrere interi tratti completamente al buio. Sono necessari impianti come autovelox, sistemi tutor e tred, che rilevino le infrazioni come l´eccesso di velocità e il passaggio del semaforo con il rosso”.

“Inoltre, data l´ampiezza della carreggiata, pedoni e ciclisti trovano non poche difficoltà ad attraversarla in tempo. Per questo sarebbe necessario, per garantire la loro incolumità, realizzare degli attraversamenti sopraelevati”.


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